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EDS di Halloween - La macchina del tempo - Il mio EDS - postato il 31 ottobre poco prima di mezzanotte

Pagina 2 di 3: Il mio EDS - postato il 31 ottobre poco prima di mezzanotte

Ho sempre la parola pronta e mi vanto di saper cogliere al volo le occasioni. È una questione di carattere, non sto lì troppo a pensarci e ascolto il mio intuito, funziona. Di solito non sbaglio ma tanto non mi guardo mai indietro, non sto a pensare come avrebbe potuto essere se avessi preso l’altra strada: nel mio giardino i sentieri non si biforcano, la terra frana dietro i miei tacchi. Qualcuno mi accusa di essere rigida o prepotente: è vero, difendo le mie scelte con violenza, se occorre, e sono capace di andare avanti a ogni costo e condizione: è la mia dote migliore. Non è ottimismo, solo utile realismo: a cosa serve rimpiangere ciò che non può esistere nel mio mondo?
Camminavo in via della Spiga, avevo appena detto addio, senza alcun ripensamento, credetemi, a una Dione di Colombo grigio ghiaccio quando mi si parò davanti un uomo alto e snello. Pizzetto brizzolato, giacca blu di sartoria, pantalone di flanella, fazzoletto di seta a pallini nel taschino. Mi appoggiò la mano sul braccio e spingendo con decisa dolcezza mi fece ruotare di centotrenta gradi, quel tanto necessario a riportarmi davanti alla vetrina.
"No grazie!", dissi con un sorriso. Voltando la testa mi arrivò un sentore di pipa e di vétiver.
"Quella borsa, le piace?"
"A chi non piacerebbe il Mosè di Michelangelo? è un grande capolavoro ma non saprei dove metterlo", risposi cercando di non sembrare scortese. Detesto essere abbordata. “Mi scusi, ho un appuntamento”, non era vero ma, come fareste voi?
“Ha già completato la sua commissione all’Ufficio Pubbliche Relazioni della Città Metropolitana, per l'impegno successivo non è attesa prima delle quattordici e trenta, non dica bugie che si fa peccato, disse lui. Alzai lo sguardo e incontra i suoi occhi grigi, calmi. “Sa qual è la verità, invece? voglio mostrarle una cosa. Venga, le offro un caffè."
“Niente caramelle o caffè dagli sconosciuti” avrei dovuto dire. Ma il vetiver mi è sempre piaciuto.
Come dicevo prima, non sono pentita. Sono stati sette anni belli, dopotutto. Ho vissuto al di sopra delle mie possibilità, ho fatto la splendida e non mi sono fatta mancare nulla. Va bene così, non voglio sapere come avrebbe potuto essere, non m'importa. A mezzanotte scade il contratto e lo rispetterò.
Del resto, non posso fare altrimenti.

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