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La vera storia della Donna Camèl - Capitolo ottavo: Incontri fortunati

Pagina 8 di 9: Capitolo ottavo: Incontri fortunati

Capitolo ottavo: Incontri fortunati

Dopo una mezz'ora vedemmo avvicinarsi una nuvola di polvere. Era una jeep con una guida francese e quattro signore. Si fermò vicino a noi: stavano andando a passare la notte all'eremo ma avevano tutto il tempo per aiutarci a riparare la gomma. Non avevamo dovuto nemmeno chiedere aiuto perché B, che li aveva incontrati poco prima sulla pista, aveva già spiegato la situazione: il passaggio di veicoli da quelle parti era così poco frequente che quando si incontrava qualcuno di solito ci si fermava a dire due parole.
Dividemmo con piacere le ultime lattine fresche con i benvenuti salvatori e scambiammo i soliti convenevoli con le ragazze mentre il francese faceva tutto il lavoro.

Insomma, la nostra nottatina romantica fu rimandata ad altra occasione e non era del tutto buio quando entrammo a Tamanraset, festeggiati dai nostri come eroi.

 

sahara hassekrem picco

Ci fermammo ancora qualche giorno prima di deciderci a tornare indietro. Oramai avevamo capito come affrontare le asperità della natura, anche se per me rimaneva misteriosa l'essenza della cultura araba, il loro modo di fare. Si presentavano a noi con quella specie di francese, tenendo le braccia lungo i fianchi, muovendo il minimo possibile perfino i muscoli facciali. Sembrava che niente li potesse turbare. Lasciavano che le mosche li ricoprissero senza un gesto di impazienza, chiudendo appena le palpebre se entravano negli occhi. Era come se anche il tempo prendesse la stessa misura dello spazio immenso che li circondava. Per qualsiasi interazione che ci portasse in contatto con loro, come per esempio pagare il conto del villaggio, bisognava armarsi di una pazienza infinita, adeguarsi ai loro ritmi, aspettare la loro lentezza, le lunghe pause, i gesti misurati, direi quasi risparmiati.

Le donne non si vedevano e quelle poche erano velate. Unica eccezione, le Tuaregh, molto scure di pelle, alte e belle, portavano gioielli d'oro alle braccia e alle caviglie. Ma le abbiamo incontrate solo una volta e fuori dal centro abitato.

(continua)


 

Storico dei commenti importati dal post: Capitolo ottavo: Incontri fortunati


Anonimo il 14/12/06 alle 21:54 via WEB
i francesi hanno rovinato sempre tutto..... mi dispiace......Kolben

LaDonnaCamel il 14/12/06 alle 22:10 via WEB
eh, hai ragione: ci sono cose che ti capitano una sola volta nella vita e poi mai più, come per esempio l'occasione di trombare nel deserto... a casa non è la stessa cosa, ne convengo ;)

EMACLOMA il 15/12/06 alle 06:52 via WEB
EMACLOMA tornerà per osservare con piacere.Non esiste un blog che non susciti il mio interesse.

corpoceleste1 il 16/12/06 alle 12:48 via WEB
Ciao, ti aggiungo al mio blog amici, ok un bacio cara.

 

Capitolo nono: Si torna a casa
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