Le cose sono le cose è un titolo che mi piace - Caffé e caffettiere
Mia nonna era una vera rompicoglioni, inutile fare giri di parole. Aveva sempre ragione lei, sapeva sempre tutto di tutto, era una tuttologa, diremmo oggi. Venivano apposta da lontano per chiederle consiglio. Anzi, più lontano erano e meglio era. Non intendo geograficamente, che una volta la lontananza spaziale implicava anche una quasi totale mancanza di comunicazione, intendo lontana parentela o affinità o semplice conoscenza occasionale. La persona incontrata sul tram a cui aveva dato un rapido consiglio non richiesto l’apprezzava di più dei suoi stretti familiari che di consigli non richiesti ne potevano avere a volontà, anche tutti i giorni.
Mia nonna sapeva fare le cose meglio di chiunque altro e questo era un dato di fatto, una realtà oggettiva, ammesso che ne esista una. La casa di mia nonna era la più pulita non dico di Milano, non dico d’Italia o d’Europa: la casa di mia nonna era la più pulita della Galassia, e questo assioma era inconfutabile sia dialetticamente che sperimentalmente, visto che ancora nessuno era andato in qualche altra galassia a verificare. (Ora mi domando con sgomento come ho potuto, alle volte, identificarmi con lei, visto come tengo io la casa. Che bestemmia!)
Nessun essere vivente sapeva stirare come lei, gli androidi stiratori non essendo ancora stati prodotti dalla rudimentale tecnologia degli anni sessanta. Aveva inventato un metodo per la piegatura dei fazzoletti che faceva risparmiare sette operazioni su venti, pari a una media di 96 secondi a fazzoletto e si era rifiutata di brevettarlo, preferendo invece darne ampia diffusione presso tutte le persone di genere femminile di sua conoscenza e oltre, di modo che il passaparola alleviasse almeno in parte le pene dell’altra metà del cielo. Mi ricordo ancora la pazienza con cui indottrinava ogni stiratrice che le capitava accidentalmente a tiro, spiegandole punto per punto la sequenza delle operazioni, e l'espressione attonita delle sue allieve che non potevano esimersi dal riconoscere l’efficienza della procedura.
E qui mi devo fermare un attimo per fare una pubblica confessione e pure un mea culpa. Lo faccio perché un improvviso sbalzo di tensione ha fatto saltare la corrente e ha cancellato tutto il testo che avevo già scritto su mia nonna, tre cartelle circa, e non avevo ancora salvato. Ora non mi ricordo più quasi niente di quello che stavo scrivendo eccetto la prima parte che avevo abbozzato in tram (scusa nonnina) e anche se d'ora in poi salverò a ogni parola (ti voglio bene nonnina cara) mi è venuta una strana paura, mi sudano le mani e mi sento un po’ in colpa pensando a come, delle volte, stiro i miei rari fazzoletti (avevi ragione tu, nonna, davvero).
Perché tutto questo, questo post intendo, oltre che alla gloria di mia nonna, era stato scritto per parlare del suo straordinario caffé, della sua ancora più straordinaria macchinetta che a mia volta avevo ereditato e usato per molti anni, qualcuno dei miei piccoli lettori lo sa. E insomma, visto che c’è anche il temporale e i tuoni tuonano e i fulmini fulminano e il computer mi serve per lavorare e non ho i soldi per comprarmene un altro, credo che scriverò questa fiction sul caffé un’altra volta (fa la brava, nonna, ho due figli che vanno ancora a scuola!).
Magari aspetto che spiova ;)
Commenti al Post: Caffé e caffettiere
quelluomo il 04/11/08 alle 18:53 via WEB
ha spiovuto?
Anonimo il 04/11/08 alle 19:07 via WEB
ancora no: ce l'hai l'ombrello? ;)
quelluomo il 04/11/08 alle 23:24 via WEB
guarda che li leggo i tuoi post...non ci tengo ad ingrossare le fila della tua personale collezione...e visto il tempo, non venirmi a dire che la gente se ne va da casa tua sempre con il sole...
LaDonnaCamel il 05/11/08 alle 09:30 via WEB
Dai sù, ti ho scritto che ti accoglierò a braccia aperte col sole e con la pioggia e questo è sempre valido. La gente viene e va con la pioggia col sole con le nuovole la nebbia la grandine e col tempo incerto, quello che importa non sono gli ombrelli perduti o trovati (Mi sembra di parlare come un capo indiano, Augh!)
quelluomo il 05/11/08 alle 15:51 via WEB
passami il kalomè della pace. prima caricalo bene, però!
LaDonnaCamel il 05/11/08 alle 21:02 via WEB
va bene, lo carico, lo carico dabbestia!
Anonimo il 04/11/08 alle 20:07 via WEB
incomincio ad avere una crisi d'identità... tu che prima d'essere una cammella eri la mia madrina, dici che devo leggere il Messaggio N°324 sul tuo blog oppure le note di Oggi alle 18.16 sul tuo (come si dice?) facebook? no, tanto per sapere perché la vita è breve e bisogna darsi delle priorità :-|
Camillo
PS: accidenti a Charles Babbage!
LaDonnaCamel il 05/11/08 alle 09:32 via WEB
Non sappia la destra cosa fa la sinistra.
Tapiroulant il 06/11/08 alle 20:48 via WEB
Poteva fare l'imprenditrice.
Anonimo il 06/11/08 alle 20:57 via WEB
o il presidente del consiglio :D
Tapiroulant il 06/11/08 alle 22:29 via WEB
Anche, anche xD
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